Quali prospettive si aprono (o si chiudono) per la Lucca-Aulla?

pubblicato il 11 dicembre 2006 alle 10:51 da : valeria

17 settembre 1956 – 17 settembre 2006
50° ANNIVERSARIO DELL’INCONTRO DELLE AVANZATE

Il 17 settembre 1956, alla presenza dei Ministri: Romita dei Lavori Pubblici e Angelini dei Trasporti, cadeva l’ultimo diaframma della galleria del Lupacino, lunga complessiva m 7.515, realizzata in quest’ultimo lotto finale, dall’Impresa Fratelli Scardovi di Bologna.
La costruzione della galleria ebbe inizio nel lontano 1922, con avanzamenti molto lenti ambo le parti. I lavori vennero sospesi durante il secondo conflitto mondiale e, da quel momento fino alla fine della guerra, quel poco di scavo fatto, almeno nel lato di Pieve S. Lorenzo, assunse, oltre all’utilizzo come ricovero antiaereo, un ulteriore ruolo che ancora oggi non e’ ben chiaro: fu o no utilizzato anche come deposito di munizioni?
Dopo la fine della guerra i lavori ripresero nel marzo 1946, sul lato Piazza al Serchio, e nel dicembre 1947, sul lato Pieve.
Rilevante fu purtroppo il costo in vite umane: 7 i caduti sul lavoro, i cui nomi si possono ancora oggi leggere su due lapidi che ricordano il loro sacrificio, una nella stazione di Piazza al Serchio ed una seconda in quella di Pieve; molti di più quelli che, a causa delle malsane condizioni di lavoro, ne subirono le conseguenze negli anni successivi.
La spesa di realizzazione della galleria ammontò a 65 milioni dell’epoca, con 1.200.000 giornate lavorative, oltre alla manodopera specializzata nei cantieri di produzione dei materiali e dei mezzi d’opera.
Così scriveva Giuseppe Togni, Ministro dei Lavori Pubblici in occasione dell’inaugurazione della galleria avvenuta il 21 marzo 1959:
“Un’opera tanto attesa dalle popolazioni – a cui pacifici traffici sarà di alto vantaggio – divenuta realtà per determinazione del governo democratico, sotto gli auspici del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e con lo sforzo congiunto di tecnici e lavoratori di una nobile terra “

Giovedì 7 dicembre, a Piazza al Serchio, presso la Biblioteca G. Venturelli, si è svolta una giornata di ricordo e riflessione su questa data storica e sulla situazione della Linea ferroviaria Lucca-Aulla.
Hanno partecipato i Presidenti delle province di Lucca e Massa Carrara, delle Comunità Montane di Garfagnana e Lunigiana, i sindaci di Piazza al Serchio e Minucciano, l’Onorevole Raffaella Mariani, i Consiglieri Regionali Ardelio Pellegrinotti e Mario Remaschi, il Consigliere Provinciale Eugenio Tersitti, il sindaco di Barga, l’Ing. Angelo Pezzati, Direttore compartimentale delle infrastrutture della RFI e il Rappresentante del settore infrastrutture di trasporto per lo Stato e la regione.
Una mattinata che ha visto ripercorrere, anche grazie al preciso e dettagliato excursus storico del sindaco di Barga, Prof. Sereni, la storia della linea Lucca-Aulla nel secolo appena trascorso e ha tentato di fare un bilancio della situazione attuale, in un momento in cui, soprattutto nel versante lunigianese, cioè nel tratto Piazza al Serchio-Aulla, l’utilizzo di questo mezzo di trasporto sta subendo un forte calo e non è sicuramente valorizzato per le sue potenzialità.

La giornata di commemorazione del 50^ anniversario dell’incontro delle due avanzate nella galleria del Lupacino, creando l’occasione di poter riunire ad uno stesso tavolo “Province, Comunità Montane diverse, Consiglieri regionali, parlamentari, Ferrovie dello Stato, avrebbe ottenuto un primo risultato se avesse dato lo stimolo ad iniziare una riflessione franca e realistica sul futuro della ferrovia, e della viabilità nel suo complesso, tra la Lunigiana e la Garfagnana, tra Lucca ed Aulla, tra la provincia di Massa e quella di Lucca. L’obbiettivo comune dovrebbe infatti essere quello di arrivare, finalmente, all’assunzione di un preciso impegno da parte dei sindaci e degli amministratori di questa valle, di sviluppare progetti per la massima integrazione gomma-rotaia, trasformare la ferrovia in una sorta di metropolitana veloce, ridurre i tempi di percorrenza, migliorare le qualità dei servizi resi; ma prima di innanzitutto un serio e convinto lavoro delle “province interessate, della R.T e delle ferrovie, per considerare questo percorso; ferroviario e stradale, una ricchezza ed un’occasione di sviluppo integrato tra realtà importanti, e non lasciare della giornata solo un vago ricordo dei discorsi fatti e dell’ennesima, seppur importante, giornata della memoria.

Valeria Martini

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